Radiofreccia Rock Campus, ottava puntata: Alberto, Step e la storia del rock con Led Zeppelin, Guns N' Roses e Dire Straits
05 febbraio 2026 alle ore 12:54, agg. alle 21:50
Ottava tappa del progetto dedicato ai grandi classici del rock: lo studente Alberto esplora con il coach Step la spontaneità delle jam, l'energia dei concerti e lancia un messaggio ai coetanei contro la fruizione veloce della musica
Prosegue il viaggio di Radiofreccia Rock Campus attraverso i grandi classici della musica rock, il progetto che sta trasformando gli studi di Radiofreccia in un ponte tra generazioni, dove la passione per la musica diventa il linguaggio comune tra chi l'ha vissuta in diretta e chi la sta scoprendo oggi. Dopo le puntate con i Nirvana, Radiohead, Pink Floyd, Green Day , Alice in Chains, Foo Fighters e Alanis Morissette, è arrivato il momento dell'ottava tappa, dedicata a un giovane che rappresenta perfettamente quella "speranza" di cui parla spesso il rock: la possibilità di mantenere viva una passione autentica in un mondo che corre sempre più veloce.
Protagonista di questa puntata è stato lo studente Alberto, diciotto anni di Padova, studente di informatica ma con un'anima da vero rocker. Ad accompagnarlo in questo percorso è stato Step, che ha costruito insieme a lui un viaggio attraverso alcune delle pietre miliari della storia del rock: dai Led Zeppelin ai Guns N' Roses, dai Green Day ai Dire Straits
Step e la nascita spontanea del rock
Il coach Step ha aperto l'ottava puntata di Radiofreccia Rock Campus con una scelta particolarmente significativa: "Rock and Roll" dei Led Zeppelin, brano del 1971 che nasce da una jam session improvvisata in studio. John Bonham inizia a suonare spontaneamente, il resto della band segue, e in pochi minuti viene fuori uno dei pezzi più iconici della storia del rock.
La scelta non è casuale: lo studente Alberto è infatti un chitarrista nato con la passione per la chitarra elettrica, che si è poi avvicinato anche al canto d'autore e alla chitarra acustica, mantenendo sempre viva la fiamma del rock. Durante la puntata ha rivelato un dettaglio interessante: oggi le jam session non sono più spontanee come una volta. Spesso i musicisti si accordano in anticipo su cosa suonare, perdendo quell'elemento di improvvisazione e scoperta reciproca che caratterizzava le sessioni ai tempi di Jimi Hendrix o dei Led Zeppelin.
La storia dietro "Rock and Roll"
Step ha raccontato allo studente Alberto la storia particolare che sta dietro questo brano leggendario. "Rock and Roll" nasce come risposta alle critiche ricevute dal terzo album dei Led Zeppelin, che conteneva "Stairway to Heaven" ma che alcuni critici avevano definito "non abbastanza rock". Robert Plant, decisamente infastidito da queste valutazioni, scrisse il testo di questa canzone in pochissimo tempo durante quella jam in studio, creando un manifesto di pura energia rock.
Una lezione importante per lo studente Alberto, che ha dichiarato di non dare alcun peso alle recensioni dei giornalisti o alle opinioni di amici e conoscenti sulla musica. "Preferisco andarmi a schiantare io contro qualcosa che magari non è così bello da ascoltare" ha affermato, sottolineando l'importanza dell'esperienza diretta e del pensiero critico.
Quando il figlio porta il padre al concerto
Una delle storie più belle emerse durante l'ottava puntata di Radiofreccia Rock Campus riguarda la scoperta autonoma del rock da parte dello studente Alberto. A differenza della maggior parte dei giovani appassionati, la sua passione per il rock non deriva dai genitori. È stata una scoperta personale, nata guardando su YouTube i video dei concerti degli AC/DC. L'energia di Angus Young sul palco, con il suo passo di Chuck Berry e la chitarra elettrica, lo ha letteralmente folgorato.
Ma l'aneddoto più significativo riguarda i Guns N' Roses. Lo studente Alberto ha raccontato di aver assistito assieme a suo padre a un concerto della band quando era ancora piccolo. Quando gli amici di famiglia si complimentavano con il padre per aver portato il figlio al concerto, lui rispondeva con una frase che dice tutto: "No, è stato lui a portare me". Una testimonianza perfetta della precocità e dell'intensità della passione di Alberto per il rock.
Per questo motivo, la scelta della seconda canzone della puntata è ricaduta su "Civil War" dei Guns N' Roses, un brano epico del 1991 che affronta temi di guerra, pace e le contraddizioni della società americana. Una canzone che il coach Step ha fatto ascoltare per intero, nella sua versione completa di oltre sette minuti, rispettando la visione dello studente Alberto sull'importanza di non tagliare o velocizzare l'ascolto.
I concerti come esperienza totalizzante
Durante la puntata è emerso un altro aspetto fondamentale della personalità musicale dello studente Alberto: la sua passione per i concerti live. Per lui, i concerti rappresentano un'esperienza unica, capace di creare sensazioni irripetibili e di permettere la condivisione di emozioni pure. Ha raccontato di arrivare anche alle otto del mattino per aspettare l'inizio degli show serali, perché "si crea un'atmosfera indescrivibile".
Ma c'è di più: Alberto ha dimostrato una rara apertura musicale per un appassionato di rock. Pur essendo un fan convinto del genere, apprezza anche concerti di altri artisti, come Ultimo, dove ritrova la stessa energia ed emozione che vive con il rock. "Vivo emozione, divertimento, e cosa si può chiedere di meglio da un concerto, dalla vita" ha affermato, guadagnandosi i complimenti di Step per questa visione non integralista della musica.
Un messaggio importante per i puristi del rock: l'apertura totale sulla musica, la capacità di riconoscere l'energia e la bellezza ovunque si manifestino, indipendentemente dal genere.
"American Idiot" e la politica nel rock
Lo studente Alberto ha scelto anche "American Idiot" dei Green Day, un brano del 2004 che rappresenta perfettamente come il rock possa essere anche strumento di critica sociale e politica. Ha sottolineato come i Green Day sappiano "fare politica in maniera buona", adattando i testi delle loro canzoni durante i concerti per commentare eventi attuali.
Recentemente, durante un live, la band ha modificato il testo di "American Idiot" per riferirsi all'attuale situazione politica americana, dimostrando quella capacità di evoluzione e adattamento che è la vera magia dei concerti dal vivo. Come ha spiegato il coach Step, questa è una tradizione che affonda le radici nei Grateful Dead degli anni Sessanta e Settanta, che trasformavano brani di due minuti in jam di venti-trenta minuti durante i live.
Lo studente Alberto, che ha avuto la fortuna di vedere i Green Day dal vivo, ha apprezzato particolarmente questa capacità di far diventare i concerti qualcosa di unico e irripetibile, dove gli arrangiamenti diversi e le modifiche ai testi rendono ogni esecuzione un'esperienza a sé.
"Money for Nothing": un messaggio per i coetanei
La scelta finale dello studente Alberto per l'ottava puntata di Radiofreccia Rock Campus è stata "Money for Nothing" dei Dire Straits, un capolavoro del 1985 caratterizzato da una lunga introduzione strumentale. Una scelta tutt'altro che casuale: Alberto voleva lanciare un messaggio preciso ai suoi coetanei.
"Siamo molto abituati, soprattutto di questi tempi, a usufruire di contenuti veloci, troppo veloci" ha spiegato. "Anche le canzoni sono diventate molto veloci, non ci sono più canzoni dalla durata superiore ai tre minuti. E secondo me così ci perdiamo dei grandi capolavorianche del passato".
Il coach Step ha colto perfettamente il senso di questa riflessione, citando "Shine On You Crazy Diamond" dei Pink Floyd, brano di oltre tredici minuti che lo studente Alberto ha confessato di aver ascoltato per intero nonostante la lunghezza. "Quando arrivi a quell'esplosione ti porta sul tetto del mondo ed è qualcosa di magnifico" ha spiegato Alberto.
Il messaggio è chiaro: invitare i giovani a non "skippare" le canzoni dopo pochi secondi, ad avere più pazienza nell'ascolto, a godere del "bello dell'attesa" prima dell'esplosione finale. Una controtendenza rispetto alla cultura del consumo rapido che domina l'era dello streaming.
Il diploma e la speranza
Al termine dell'ottava puntata, il coach Step ha consegnato allo studente Alberto la pergamena simbolica del Radiofreccia Rock Campus, dichiarando che ragazzi come lui rappresentano "una speranza" per il futuro della passione musicale. Una speranza incarnata da un diciottenne che studia informatica ma mantiene viva la fiamma del rock, che va ai concerti con la stessa intensità di chi li viveva negli anni Settanta, che invita i coetanei a rallentare e ad ascoltare davvero.
Lo studente Alberto ha mostrato durante tutta la puntata una maturità musicale rara per la sua età: pensiero critico, gusto personale ben definito, apertura verso diversi generi, valorizzazione dell'autenticità dell'esperienza live. Un esempio perfetto di come la passione per il rock possa essere trasmessa e rinnovata nelle nuove generazioni.
Candidati per Radiofreccia Rock Campus
Se anche tu, come lo studente Alberto, hai la passione per il rock e vuoi vivere un'esperienza unica negli studi di Radiofreccia, confrontandoti con i coach del progetto ed esplorando i grandi classici che hanno fatto la storia, questa è la tua occasione. Candidati ora per partecipare alle prossime puntate di Radiofreccia Rock Campus: un percorso che va oltre l'ascolto superficiale, che ti permette di scoprire storie, connessioni e messaggi nascosti nei brani che hanno segnato generazioni.
Il viaggio di Radiofreccia Rock Campus continua, puntata dopo puntata, dimostrando che il rock non è solo un genere musicale ma un modo di vivere, di pensare, di affrontare il mondo. La prossima storia potrebbe essere la tua, il prossimo brano da esplorare potrebbe essere quello che ti accompagna da sempre e che finalmente potrai scoprire in tutta la sua profondità